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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Fantascienza
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La mwcgfantascienza è un mwcwgenere di narrativa mwdapopolare sviluppatosi nel mwdqNovecento, che ha le sue radici nel mwdgromanzo scientifico, estesosi poi dalla mwdwletteratura agli altri mweamass media, anzitutto il mweqcinema, quindi i mwegfumetti, la mwewtelevisione e i mwfavideogiochi.cite-ref-1[1]

Si tratta di una narrazione basata su speculazioni e ipotesi di carattere più o meno plausibilmente mwggtecnico-mwgwscientifiche (ivi incluse teorie relative sia alle mwhascienze esatte sia alle mwhqscienze molli) e i loro impatti sulla mwhgsocietà e sull'mwhwindividuo. I personaggi, oltre che mwiaesseri umani, possono essere mwiqalieni, mwigrobot, mwiwcyborg, mwjamostri o mwjqmutanti; la storia può essere ambientata nel passato, nel presente o, più frequentemente, nel mwjgfuturo.cite-ref-2[2]

Il termine è usato, in senso più generale, in riferimento a qualsiasi tipo di mwlaletteratura di fantasia che includa un fattore scientifico, comprendendo a volte ogni genere di racconto fantastico; un certo grado di plausibilità scientifica rimane tuttavia un requisito essenziale.cite-ref-3[3]

L'espressione mwmginglese mwmwscience fiction fu coniata da mwnaHugo Gernsback nel mwnq1926. Gernsback inizialmente chiamò questo genere di storie mwngscientific fiction.cite-ref-4[4] L'espressione poi si contrasse in mwowscientifiction, per ridursi infine a mwpascience fiction (spesso abbreviata mwpqSci-Fi dagli anglosassoni). La traduzione italiana mwpgfantascienza, attraverso un mwpwcalco linguistico, è attribuita a mwqaGiorgio Monicelli nel mwqq1952.cite-ref-monicelli-5-0[5]

Contents

Storia
Note

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Storia

La data di nascita della fantascienza è convenzionalmente indicata nell'aprile del mwsg1926, data di uscita negli mwswStati Uniti della prima rivista di fantascienza, mwtamwtqAmazing Stories, diretta da mwtgHugo Gernsback, ma al genere possono essere ascritte numerose opere precedenti, dal mwtwmwuaFrankenstein di mwuqMary Shelley ai romanzi di mwugJules Verne e mwuwH. G. Wells.

Prima della fantascienza

Prima della fantascienza, esistevano i mwxaresoconti dei viaggiatori, che presentavano elementi spesso fantasiosi o del tutto immaginari. Da qualche parte, lontano da qui, in qualche angolo inesplorato del mondo, esistevano strane mwxqculture, mwxgfauna e mwxwflora esotiche, a volte persino mwyamostri marini.

La fantascienza vera e propria vide i suoi albori solo dopo la nascita della mwygscienza moderna, in particolare dopo le rivoluzioni avvenute nel campo dell'mwywastronomia e della mwzafisica nel corso del Seicento. Fianco a fianco con l'antico genere della mwzqletteratura fantastica (di cui oggi il sottogenere più diffuso è il mwzgmwzwfantasy), vi erano notevoli precursori, tra i quali:

• Il mwagromanzo greco mwawmwbaLa storia vera di mwbqLuciano di Samosata (120-180 d.C.), primo resoconto noto di un viaggio sulla mwbgLuna, e di incontri con i mwbwSeleniti. Esso include due dei temi principali del genere: il viaggio su un altro corpo celeste e l'incontro con una civiltà extraterrestre.
• Il trattato mwcqmwcgLa nuova Atlantide (incompiuto) di mwcwBacone, sebbene sia per lo più un trattato filosofico, racconta di una civiltà mwdatecnocratica avveniristica che immagina molte delle nostre invenzioni future.
• I mwdgviaggi immaginari sulla mwdwLuna del mweaXVII secolo, mostrati per la prima volta nel mweqmwegSomnium di mwewGiovanni Keplero (mwfa1634), poi ne mwfqL'altro mondo o Gli stati e gli imperi della Luna (mwfgL'autre monde ou Les états et empires de la Lune, mwfw1657) di mwgaSavinien Cyrano de Bergerac
• Il mondo alternativo scoperto nell'mwggArtico da un giovane nobiluomo nel romanzo di mwgwMargaret Cavendish del mwha1666 mwhqmwhgThe Description of a New World, Called the Blazing-World
• Descrizioni di vita nel mwiafuturo, come mwiqmwigL'anno 2440 di mwiwLouis-Sébastien Mercier (mwja1772) o la mwjqmwjgStoria filosofica dei secoli futuri di mwjwIppolito Nievo del mwka1860. Tra queste opere vi è il secondo romanzo più venduto del secolo negli Stati Uniti, mwkqmwkgGuardando indietro, 2000-1887 (mwkwLooking Backward) di mwlaEdward Bellamy (mwlq1888).
• Culture aliene ne mwlwmwmaI viaggi di Gulliver di mwmqJonathan Swift (mwmg1726) e ne mwmwmwnaIl viaggio sotterraneo di Niels Klim di mwnqLudvig Holberg (mwng1741)
• Elementi di fantascienza nelle storie del mwoaXIX secolo di mwoqEdgar Allan Poe, mwogNathaniel Hawthorne e mwowFitz-James O'Brien. Negli ultimi decenni del secolo, le opere fantascientifiche per adulti e ragazzi erano numerose, malgrado non esistesse ancora il termine “science fiction”. Nella mwpapoesia romantica, inoltre, le immaginazioni degli scrittori portavano a visioni di altri mondi e di remoti futuri come in mwpqLocksley Hall di mwpgAlfred Tennyson. mwpwVoltaire, d'altra parte, chiamava il suo mwqamwqqMicromégas (mwqg1752) non un racconto fantastico ma una “storia filosofica” (titolo ripreso poi, non a caso, da Nievo).

Il più rilevante esempio rimane però il romanzo mwramwrqFrankenstein di mwrgMary Shelley, del mwrw1818. mwsaBrian Aldiss, nel suo libro mwsqBillion Year Spree, sostiene che mwsgFrankenstein rappresenta “il primo lavoro seminale al quale l'etichetta di mwswfantascienza può essere logicamente appiccicata”. È anche il primo esempio del mwtamwtqcliché dello “mwtgscienziato pazzo”. Un altro romanzo avveniristico di Mary Shelley, mwtwmwuaL'ultimo uomo (mwuqThe Last Man), è spesso citato come la prima vera storia di fantascienza.

La prima fantascienza

La fantascienza in mw0wEuropa inizia propriamente alla fine del mw1aXIX secolo con il mw1qromanzo scientifico (mw1gscientific romance), di cui un esponente di spicco fu mw1wJules Verne (mw2a1828 – mw2q1905), per il quale la scienza era piuttosto sul livello dell'invenzione, come pure le storie di critica sociale orientate alla scienza di mw2gH. G. Wells (mw2w1866 – mw3a1946).

Wells e Verne non furono privi di concorrenti nello scrivere la prima fantascienza: racconti e romanzi brevi con temi di immaginazione fantastica apparvero nei quotidiani per tutta la fine dell'Ottocento, e molti utilizzavano idee scientifiche come espediente per l'immaginazione. mw3gmw3wErewhon è un romanzo di mw4aSamuel Butler pubblicato nel mw4q1872 sul concetto che le mw4gmacchine potessero un giorno diventare mw4wsenzienti e supplenti della razza umana. Malgrado sia più conosciuto per altre opere, sir mw5aArthur Conan Doyle scrisse anch'egli di fantascienza. L'unico libro con il quale mw5qCharles Dickens si avventurò nel territorio della speculazione scientifica e negli strani misteri della natura fu il romanzo mw5gmw5wCasa desolata (mw6aBleak house, mw6q1852), nel quale faceva morire uno dei personaggi di mw6gcombustione umana spontanea (dopo avere svolto minuziose ricerche sulla casistica del fenomeno).

Wells e Verne avevano entrambi un bacino di lettori internazionale e influenzarono numerosi scrittori, in particolare in America, dove ben presto nacque fantascienza indigena. Molti scrittori britannici inoltre trovarono più lettori nel mercato americano, scrivendo in uno stile americanizzato.

mw7qAleksandr Aleksandrovič Bogdanov, uno dei due fondatori del mw7gbolscevismo, medico, sperimentatore, filosofo ed economista, fu il più importante scrittore fantascientifico russo prima della mw7wrivoluzione del 1917,cite-ref-giovanniniminicangeli1998-6-0[6] autore del popolare romanzo mw9amw9qLa stella rossa (Красная звезда mw9gKrasnaja zvezda, 1908) e del suo seguito mw9wL'ingegner Menni (mw-qInžener Menni, 1912), ambientati in un mw-gpianeta Marte dalla società mw-wsocialista utopica.

Circa negli stessi anni esordì il grande scrittore americano mw-qH.P. Lovecraft, considerato uno dei geni più rivoluzionari nel campo della fantascienza "cosmica" e dell'horror soprannaturale.

Nel mw-w1924 fu pubblicato il romanzo mwaqamwaqeNoi del russo mwaqiEvgenij Ivanovič Zamjatin, considerato il precursore di molti successivi mwaqmromanzi distopici.

La mwaquscience fiction, come fenomeno letterario di massa, è fatta risalire alla pubblicazione negli Stati Uniti del primo numero di mwaqymwaqcAmazing Stories (Storie fantastiche), il 5 aprile del mwaqg1926. mwaqkHugo Gernsback, il fondatore della rivista, nell'mwaqoeditoriale annunciava di voler pubblicare: “… Quel tipo di storie scritte da Jules Verne, H. G. Wells ed mwaqsEdgar Allan Poe – un affascinante romanzo fantastico, in cui si mescolino fatti scientifici e visioni profetiche…”.cite-ref-7[7]

Il successivo grande scrittore britannico di fantascienza dopo mwareH. G. Wells fu mwariOlaf Stapledon (mwarm1886 – mwarq1950), le cui quattro opere maggiori (mwarumwaryLast and First Men, mwarc1930; mwargOdd John, mwaro1935; mwarsStar Maker, mwar01937; mwar4Sirius, mwasa1940) introdussero una miriade di idee che furono presto adottate da altri scrittori.

Più tardi, le mwasiopere di John Wyndham (mwasm1903 – mwasq1969) guadagnarono l'acclamazione del pubblico dei lettori e della critica. Wyndham, che firmava con una quantità di pseudonimi, amava definire la fantascienza come una mwasulogical fantasy. Prima della mwasyseconda guerra mondiale, Wyndham scrisse quasi esclusivamente per i mwascmwasgpulp magazine statunitensi, ma nel dopoguerra divenne noto al grande pubblico, anche al di fuori dell'ambito degli appassionati, a partire dal suo romanzo mwaskmwasoIl giorno dei trifidi (mwassThe Day of the Triffids, mwasw1951).

Anni quaranta: l'epoca d'oro

La prima fantascienza aveva una forte base avventurosa ed era caratterizzata dalla “meraviglia” per i progressi della scienza (si era nell'epoca dell'avvento dell'mwataelettricità), ma dagli mwateanni quaranta cominciò a occuparsi più delle ripercussioni del progresso scientifico che non delle ipotetiche conquiste della scienza in sé stesse.

Questi anni sono dominati da mwatmJohn W. Campbell, che alla fine del mwatq1937 assunse la direzione della rivista mwatumwatyAstounding Stories nella quale ospitò tutti gli autori della cosiddetta mwatcGolden Age (Età dell'oro), quali mwatgA. E. van Vogt, mwatkIsaac Asimov, mwatoRobert A. Heinlein, mwatsClifford D. Simak, mwatwRay Bradbury, mwat0Theodore Sturgeon: per quanto l’“mwat4epoca d'oro” vera e propria la si consideri terminata negli mwat8anni cinquanta, questi scrittori sarebbero diventati i "mostri sacri" a cui si sarebbero rifatti gli autori successivi, compresi quelli degli mwauaanni sessanta, anche solo per contestarli o farne la satira.

Secondo i critici degli mwauianni cinquanta, la caratteristica della fantascienza americana era l'mwaumestrapolazionecite-ref-fantascienza-e-scienza-8-0[8], ovvero il riconoscimento, sulla base di alcuni elementi, di una tendenza in atto per proiettarla nei suoi sviluppi futuri, non tanto con lo scopo di prevedere il futuro come farebbe la mwaugfuturologia, quanto per discutere fenomeni del presente estremizzandoli in un contesto ipotetico. Altri spunti criticicite-ref-fantascienza-e-scienza-8-1[8] mettono invece in luce il (prevalente) riferimento al “mwau0sense of wonder” (“la meraviglia”), che fa appello ad un analogo della “mwau4volontaria mwau8sospensione dell'incredulità” di cui parlava il poeta mwavaColeridge (“mwaveQuella volontaria e momentanea sospensione dell'incredulità che costituisce la fede poetica”).cite-ref-9[9]

Anni cinquanta: tra sociologia e letteratura

Gli mwawmanni cinquanta segnano per la fantascienza americana un notevole cambiamento: all'atteggiamento fiducioso e ottimistico nei confronti della scienza, a causa della mwawqbomba atomica si sostituisce un approccio più angosciato. La mwawuguerra fredda, la mwawysocietà dei consumi, la mwawcpaura del diverso (sia esso il mwawkcomunista o il nero, a causa delle lotte per i mwawodiritti civili), la società di massa americana dominata da mwawspubblicità e mwawwtelevisione (significativa fu la vittoria alle elezioni del mwaw01952 di mwaw4Dwight D. Eisenhower su mwaw8Adlai Stevenson II: nonostante Stevenson fosse candidato più colto e brillante, l'apparato pubblicitario scatenato per sostenere Eisenhower lo portò alla vittoria): tutti temi centrali per quella che verrà a lungo chiamata “mwaxafantascienza sociologica”.

Rappresentanti più importanti di questa tendenza sono la coppia mwaxiFrederik Pohl e mwaxmCyril M. Kornbluth, mwaxqRobert Sheckley, mwaxuRichard Matheson, mwaxyWalter M. Miller, jr. nonché la prima produzione di mwaxcPhilip K. Dick.

Ma accanto a questa linea sociologica, che usa la fantascienza come strumento di critica della società americana e dei suoi eccessi, ce n'è un'altra, che s'incarna soprattutto nella figura del grande mwaxkeditor e scrittore mwaxoAnthony Boucher, che si sforza di promuovere una migliore qualità letteraria nella fantascienza. Suo discepolo è Philip K. Dick, ma a questa tendenza appartengono anche altri scrittori che esplodono in questo decennio, come mwaxsFritz Leiber (che insegnava mwaxwShakespeare in un mwax0college) o mwax4Cordwainer Smith (coltissimo discendente di una potente famiglia americana, cresciuto in mwax8Cina e imbevuto della cultura di quel paese); le esperienze, le invenzioni, le scoperte e le soluzioni stilistiche di questi scrittori apriranno la strada ai discepoli, negli mwayaanni sessanta, della “New Wave”.

Anni sessanta: la New Wave

La rivoluzione nella fantascienza fu portata avanti sui due lati dell'Atlantico: nel Regno Unito c'era il gruppo di scrittori legati alla rivista mwaykmwayoNew Worlds, tra cui spiccava mwaysJ. G. Ballard, ma che contava anche altri talenti come mwaywBrian W. Aldiss, mway0John Brunner e mway4Michael Moorcock. Negli Stati Uniti la figura di riferimento diventò il provocatorio e dissacrante mway8Harlan Ellison, innovativo autore di racconti e curatore di due antologie (intitolate mwazamwazeDangerous Visions e mwaziAgain, Dangerous Visions) che smossero le acque fin troppo ferme del genere con argomenti scottanti: il mwazmsesso, le mwazqdroghe, il mwazufemminismo,cite-ref-femminismo-10-0[10] il mwazorazzismo, il mwazsVietnam, ecc. Nelle antologie di Ellison ci sono nomi importanti della nuova fantascienza americana: mwazwRobert Silverberg, mwaz0Philip José Farmer, mwaz4Philip K. Dick, mwaz8Roger Zelazny, mwaaaSamuel R. Delany, mwaaeNorman Spinrad, mwaaiR. A. Lafferty, mwaamJoanna Russ, mwaaqUrsula K. Le Guin, mwaauGene Wolfe, mwaayKate Wilhelm.

La fantascienza della New Wave fu il prodotto di due tendenze che s'incrociavano creando un equilibrio instabile:

• una ricerca letteraria che spinge molti scrittori a rifarsi ai modelli della mwaaoletteratura modernista e alle avanguardie del mwaaspostmodernismo, quindi a non scrivere nello stile da mwaawmwaa0best seller (mwaa4letteratura di consumo) tipico fino a quel momento di molta letteratura fantascientifica (e il migliore rappresentante di questa tendenza è il più sofisticato e letterario tra gli scrittori americani, mwaa8Thomas M. Disch);
• una ben precisa volontà di andare a toccare temi mwabetabù che erano stati assenti per anni dalle riviste di fantascienza: non a caso questo è il momento in cui s'inseriscono autori neri, come Delany, o donne, come la Russ o la Le Guin, o dichiaratamente mwabigay, come Thomas M. Disch e ancora Samuel R. Delany.

Se da un lato la nuova ondata (questo il significato letterale di mwabqNew Wave) costrinse finalmente il mondo accademico – non solo negli Stati Uniti – ad occuparsi della fantascienza (pur tra resistenze e incomprensioni) - è in questo periodo che nascono le prime riviste accademiche di critica sulla fantascienza, mwabuScience-Fiction Studies, mwabyFoundation ed mwabcExtrapolation,cite-ref-11[11]cite-ref-critica-12-0[12] – dall'altro la sofisticazione letteraria di queste opere portò alla presa di distanza di molti fan della fantascienza tradizionale degli Asimov e degli Heinlein.

A metà di questo decennio, mwaceFrank Herbert, con mwacimwacmDune (1965), introdusse nel filone fantascientifico temi che saranno poi sviluppati nei decenni successivi, in particolare dal sottogenere della mwacqspace opera, mischiando ambientazioni futuristiche e topoi della storia passata dell'umanità, con mwacuimperi spaziali e strutture sociali di tipo feudale. mwacyDune si rivelò un successo senza precedenti, ed è il romanzo di fantascienza che detiene il record del maggior numero di copie vendutecite-ref-rif-13-0[13]cite-ref-touponce-119-14-0[14].

Anni settanta

Il decennio successivo fu caratterizzato dalla continuazione dell'attività della mwadcNew Wave: soprattutto mwadgJ. G. Ballard scrisse in questo periodo la sua trilogia fondamentale, mwadkmwadoCrash, mwadsmwadwIl condominio (mwad0High Rise) e mwad4mwad8L'isola di cemento (mwaeaThe Concrete Island). Entrò in crisi invece mwaeePhilip K. Dick, per problemi di droga ed esistenziali, che lo portarono a una pausa nella sua produzione fino alla seconda metà del decennio. L'impatto innovativo della New Wave poco a poco si attenuò: i singoli autori andarono ciascuno per la propria strada.

Il fenomeno degli mwaemanni settanta fu da un lato l'emergere di numerose scrittrici, sempre più interessate ai temi del mwaeqfemminismo e più in generale dell'identità femminile.cite-ref-femminismo-10-1[10] Tra le figure dominanti spiccarono mwaekJoanna Russ e mwaeoUrsula K. Le Guin, mwaesMarion Zimmer Bradley, mwaewDoris Lessing (autrice che proveniva da altre esperienze, ma che negli anni settanta scrisse il monumentale ciclo fantascientifico di mwae0Canopus in Argos: Archives). A queste va aggiunta Alice Sheldon, una notevole autrice che fino al mwae41977 si era nascosta dietro lo pseudonimo maschile di mwae8James Tiptree Jr..

A metà degli anni settanta nel mwafecinema di fantascienza il travolgente successo di mwafimwafmGuerre stellari di mwafqGeorge Lucas riporta in auge i temi della mwafumwafyspace opera degli anni quaranta; la pellicola richiamava alcuni elementi di mwafcmwafgsword and sorcery (fu coniato per essa il termine ibrido mwafkmwafoscience fantasycite-ref-15[15] e alcuni commentatori si sono azzardati a dichiarare che si tratta di una mwaf8fiaba riverniciata di fantascienza). Il successo clamoroso della serie sancì il ritorno a una fantascienza d'intrattenimento, più spensierata e meno culturalmente impegnata.

Gli anni settanta vedono anche, in controtendenza al ritorno della fantascienza d'intrattenimento nei canali mainstream, l'emergere del seminale lavoro di Darko Suvin, il quale eserciterà un'influenza senza precedenti sugli studi di fantascienza. Perno centrale del lavoro di Suvin è la concezione della fantascienza come letteratura dello mwagistraniamento cognitivo. Il primo termine, derivato dal lavoro dei mwagmformalisti russi, sta ad indicare come la rappresentazioni di mondi alternativi a quelli vissuti da lettori e scrittori possa funzionare come dispositivo in grado di gettare nuova luce sulle società in cui questi vivono. Questo nuovo sguardo non è però la soddisfazione di una semplice curiosità, ma ha valore, per l'appunto, cognitivo, che nella terminologia suviniana possiamo interpretare come sinonimo di critico. Per fare un esempio, il mondo futuro rappresentato nella mwagqMacchina del Tempo di H.G. Wells permette di evidenziare alcuni aspetti critici dell'mwaguimperialismo britannico della fine del XIX secolo, e può quindi configurarsi come critica radicale delle politiche messe in atto dall'impero. Ciò che permetterebbe alla fantascienza di vantare un tale valore cognitivo in opposizione ad altri generi che pur si discostano dai canoni del più comune realismo (come ad esempio il fantasy) sarebbe la plausibilità sociale e tecnologica dei mondi immaginati. In altre parole, immaginare mondi possibili in cui esistono avanzate tecnologie permette di fare una critica alla società con una profondità impossibile per mondi per definizione impossibili. Ultimo elemento fondamentale del pensiero di Suvin è il cosiddetto mwagynovum, ovvero ciò che rende effettivamente il mondo immaginato diverso da quello vissuto da autore e lettore, come ad esempio una tecnologia avanzata o degli esseri extraterrestri.cite-ref-16[16]

Anni ottanta: il cyberpunk

A dominare la scena nei primi mwahmanni ottanta fu l'ondata mwahqcyberpunk. Il nuovo spazio da esplorare, dopo quello esterno tra le stelle e quello interiore della psiche, fu quello mwahuvirtuale delle tecnologie mwahyinformatiche e di telecomunicazione. Si può dire che mwahcInternet sia stata profetizzata (anche se già ne esisteva una prima forma pionieristica) nel mwahg1984 dal romanzo più celebrato del cyberpunk, mwahkmwahoNeuromante di mwahsWilliam Gibson con il suo mwahwcyberspazio. Anche il cyberpunk fu lanciato da un'antologia di racconti, mwah0mwah4Mirrorshades, curata dall'intraprendente scrittore e giornalista mwah8Bruce Sterling.cite-ref-17[17]

Sulla scia dell'ondata cyberpunk si assistette ad un rinnovato interesse accademico per la fantascienza (vista come un'area confinante con la mwaiuletteratura postmoderna), all'esplodere dell'immaginario fantascientifico nel nuovo ambito dei mwaiyvideogiochi, ma soprattutto ad un rinnovato interesse da parte del mwaiccinema di mwaigHollywood, che cominciò a realizzare, complici le nuove tecnologie digitali, film sempre più spettacolari spesso basati, direttamente o indirettamente, sui classici del genere. Le avanguardie furono una volta ancora sostituite dal “mercato”.

L'ondata cyberpunk durò meno della New Wave, soprattutto a causa dell'affievolirsi dell'ispirazione dell'autore più dotato, William Gibson. Altri autori del movimento si affermarono in modo più o meno duraturo, come mwaioLucius Shepard, mwaisKim Stanley Robinson, mwaiwRudy Rucker, mwai0Lewis Shiner. A margine del movimento cyber si pose una tra le più interessanti autrici di quegli anni, la sofisticata e letteraria mwai4Pat Cadigan, mentre ne era del tutto al di fuori l'altra figura di spicco della scrittura al femminile, l'afroamericana mwai8Octavia E. Butler.

Anni novanta

Il periodo fu caratterizzato da una forte ripresa della fantascienza britannica, tanto che alla fine del decennio si parlò di un vero e proprio “mwajiBritish Boom”, legato all'attività di nuovi autori quali mwajmIain Banks, mwajqKen MacLeod, mwajuM. John Harrison e infine il più giovane, mwajyChina Miéville.

Negli Stati Uniti si assistette invece a un declino delle vendite di tali proporzioni che alcuni scrittori cambiarono genere: un vecchio leone come mwaj0Thomas M. Disch, si riciclò brillantemente nell'mwaj4horror con la sua mwaj8Minnesota Supernatural Series; mwakaRobert Sheckley tentò di passare al giallo (come aveva già fatto negli anni sessanta), ma senza grandi risultati; mwakePatricia Anthony, una delle autrici più promettenti, dalla fantascienza passò al mwakifantasy; mwakmJonathan Lethem, considerato da alcuni l'unico vero erede di mwakqPhilip K. Dick, passò alla letteratura mwakumwakymainstream.

Tutto questo avvenne nel momento in cui temi, idee, immagini, luoghi, trame della fantascienza comparivano sempre più spesso anche al di fuori del genere, e si parlò di un genere mwakgmwakkAvantpop che pescava dalla fantascienza, dal mwakogiallo, dal mwakswestern, dall'mwakwhorror. Oltre alla prima produzione di Lethem, buon rappresentante di questa tendenza fu uno degli scrittori giovani, mwak0Matt Ruff.

Anche in Gran Bretagna la ripresa della letteratura fantascientifica si legò a fenomeni d'ibridazione, che fecero parlare di mwak8new weird, o di mwalamwaleweird fiction, o mwalimwalmslipstream. China Miéville, ad esempio, nei suoi romanzi mescolò fantasy, horror, mwalqgotico, fantascienza e (in dosi massicce) i mwalugiochi di ruolo.

La fantascienza in lingua italiana

La protofantascienza italiana

Ancora prima della nascita del termine “fantascienza”, a partire dagli ultimi anni del mwamqXIX secolo appaiono in mwamuItalia racconti e romanzi brevi di contenuto fantascientifico nei supplementi domenicali dei mwamyquotidiani, nelle riviste letterarie, in collane popolari e mwamcopere antologiche. Gli autori sono tra i protagonisti della letteratura popolare dell'epoca, come mwamgEmilio Salgari (in particolare con il romanzo mwamkmwamoLe meraviglie del duemila) e mwamsYambo,cite-ref-18[18] ma anche note figure della letteratura, tra i quali mwanaMassimo Bontempelli, mwaneLuigi Capuana, mwaniGuido Gozzano, mwanmErcole Luigi Morselli. Già prima di questi vi sono però degli interessanti quanto poco conosciuti esempi, come la mwanqmwanuStoria filosofica dei secoli futuri di mwanyIppolito Nievo del mwanc1860 e mwangL'Anno 3000 di Paolo Mantegazza del 1897.

La nascita ufficiale (1952)

L'anno ufficiale di nascita della fantascienza in mwansItalia è considerato generalmente il mwanw1952, con il primo numero della rivista mwan0mwan4Scienza Fantastica, avventure nello spazio, tempo e dimensione e nello stesso anno della rivista mwan8mwaoaUrania. A queste prime pubblicazioni ne seguono altre, generalmente di breve vita, non tutte con storie avventurose in cui non mancano classici elementi come gli mwaoealieni dalla carnagione verde, armi a raggi, mwaoiastronavi ed eroine scollate, in puro stile mwaommwaoqpulp.

La rivista mwaoymwaocOltre il cielo, diretta dall'ing. mwaogCesare Falessi, affiancava lavori di mwaokscience fiction al consueto novero di articoli sull'aviazione e l'astronautica. Poi nel 1957 si affianca alla guida della rivista mwaooOltre il cielo l'ingegnere mwaosArmando Silvestri che nell'anteguerra, nel 1938, aveva ideato, ma senza successo concreto, il progetto per una rivista quadrimestrale, mwaowAvventure dello spazio, che però non trovò mai il favore di un editore.

A testimonianza dell'aderenza del pubblico al canone da poco sviluppatosi oltreoceano, gli scrittori italiani pubblicano i loro racconti sotto pseudonimi rigorosamente anglosassoni: mwao4Gianfranco Briatore diventa mwao8John Bree; mwapaUgo Malaguti si firma mwapeHugh Maylon; mwapiLuigi Naviglio, mwapmLouis Navire; mwapqRoberta Rambelli è mwapuRobert Rainbell, al maschile; mwapyCarlo Bordoni, mwapcCharley B. Drums.

All'inizio degli anni sessanta, con mwapkmwapoFuturo – a cura di mwapsLino Aldani già noto sotto lo pseudonimo di mwapwN. L. Janda, mwap0Massimo Lo Jacono già conosciuto sotto lo pseudonimo di mwap4L. J. Mauritius e mwap8Megalos Diekonos, e Giulio Raiola – la mwaqescience fiction italiana acquista tuttavia un respiro internazionale, che avrà però corta durata (solo otto numeri mensili, fra il maggio-giugno mwaqi1963 e il novembre mwaqm1964).

Negli anni sessanta il numeroso pubblico degli appassionati diede vita a numerose mwaqufanzine, il più delle volte pubblicate a ciclostile in poche centinaia di copie, che costituirono un momento di passaggio per futuri scrittori come mwaqyVittorio Curtoni e mwaqcPaolo Brera.

Il ruolo di Urania

Sempre nel mwaqw1952 la casa editrice mwaq0Mondadori lancia mwaq4una rivista e mwaq8una collana di romanzi, ispirandosi alla mwaramusa dell'astronomia: mwaremwariUrania. Primo direttore: mwarmGiorgio Monicelli, che conia anche il termine italiano “fantascienza”.cite-ref-monicelli-5-1[5] La rivista chiude dopo appena un anno, mentre i suoi romanzi a cadenza quindicinale riscuotono un grande successo. Negli mwarganni sessanta le copertine sono disegnate da mwarkKarel Thole, mentre la direzione della collana viene assunta da mwaroFruttero & Lucentini.

Il ruolo di mwarwUrania nella diffusione della letteratura fantascientifica tra gli italiani è rilevante: molti mwar0scrittori di fantascienza come mwar4Asimov, mwar8Ballard, mwasaDick e altri furono pubblicati per la prima volta in questi libri dal cerchio rosso in copertina. D'altro canto per un trentennio la collana evitò di pubblicare autori italiani, favorendo l'idea che si trattasse di una letteratura esclusivamente d'importazione, fino a che nel 1989 istituì un noto mwasepremio letterario, che ha scoperto e lanciato autori come mwasiLuca Masali e mwasmValerio Evangelisti.

La fantascienza online

Con l'eccezione di mwasyUrania, oggi la letteratura di fantascienza è praticamente scomparsa dalle edicole italiane, avendo ceduto molto terreno ai generi mwascfantasy e mwasghorror restando tuttavia nelle librerie. Il ruolo di riviste come mwaskmwasoRobot (tuttora pubblicata) è stato parzialmente ripreso dalle pubblicazioni sul mwassWeb (riviste e mwaswfanzine), che raggiungono migliaia di lettori. Le più popolari sono mwas0mwas4Delos e il mwas8mwataCorriere della Fantascienza che sono parte del portale Fantascienza.com e mwatemwatiIntercom.

Le riviste online raggiungono non soltanto il tradizionale lettore della narrativa di fantascienza, ma coinvolgono anche chi è appassionato a questo genere in altre forme, come cinema, fumetti e soprattutto serie televisive. In questo senso le riviste online contribuiscono in qualche misura ad avvicinare alla letteratura chi non la conosceva, dando un impulso, anche se di proporzioni tutte da verificare, allo sviluppo di nuove generazioni di lettori.

Siti web, blog, forum, newsgroup e mailing list inoltre contribuiscono in questa direzione grazie alla creazione di grandi comunità di appassionati e al conseguente scambio di esperienze e di consigli di lettura, allargando quello che prima degli anni novanta era, sebbene in misura molto minore e qualitativamente diversa, il fenomeno del mwatufandom.

Fantascienza italiana extra-Urania

Negli anni, altre iniziative editoriali sono state fondate e hanno dato possibilità agli autori di fantascienza italiana di arrivare sul mercato. Tra queste mwatgDelos Digital, Zona42, Edizioni Della Vigna, mwatkElara Libri e mwatoPerseo Libri, che hanno pubblicato autori come Alessandro Vietti, Elena di Fazio, Elisa Emiliani e mwat4Francesco Verso.

Dal 2015, il mwauaPremio Italia ha istituito una sezione denominata "Romanzo di Autore Italiano - Fantascienza".

La fantascienza cinematografica italiana

Il film di mwauqPaolo Heusch mwauumwauyLa morte viene dallo spazio, del mwauc1958, è spesso indicato come la prima pellicola fantascientifica (non farsesca) del mwaugcinema italiano; narra della minaccia al pianeta Terra portata da una pioggia di asteroidi, con precisi riferimenti al cinema americano ed effetti speciali di mwauoMario Bava. mwausmwauwTotò nella luna, dello stesso anno, è stato visto come la risposta comica a questo film. In precedenza c'erano stati altri film farseschi: la commedia mwau0mwau4Mille chilometri al minuto! (mwau81939) di mwavaMario Mattoli (uno dei primi voli verso il mwavepianeta Marte, anche se s'interrompe quasi sul nascere) e mwavimwavmBaracca e burattini, una commedia musicale del mwavq1954, con la regia di mwavuSergio Corbucci. Di una certa rilevanza per il genere, la tetralogia della stazione spaziale Gamma 1, del mwavy1965, diretta da mwavcAntonio Margheriti.

Generi e filoni

Malgrado la fantascienza sia stata un tempo incentrata anzitutto "sulla mwawescienza", all'interno e ai confini di questo tipo di narrativa si è evoluta una grande varietà di generi e sottogeneri, con la commistione sempre più frequente della fantascienza con il mwawifantasy e l'mwawmhorror, tanto che alcuni autori e critici utilizzano di preferenza l'espressione mwawqspeculative fiction (narrativa speculativa) per descrivere complessivamente il fenomeno e altri utilizzano il termine mwawumwawyslipstream intendendo il mwawcfantastico, cioè quella forma letteraria estremamente ampia che utilizza l'immaginario, il surreale e tutto ciò che non è mimetico della realtà, per dare maggior impatto ad un messaggio radicato nella visione politica, ideologica del reale.

Vi possono essere molti modi diversi per tentare di classificare un'opera di fantascienza; non di rado un'opera o un autore utilizzano vari temi contemporaneamente e si possono collocare all'interno di più categorie. Una prima classificazione, puramente convenzionale, viene spesso effettuata tra mwawkfantascienza hard o tecnologica (mwawohard science fiction) e mwawsfantascienza soft (mwawwsoft science fiction), dove la prima si occupa con verosimiglianza degli aspetti tecnologici, la seconda rivolge il suo interesse ai temi umanistici e sociologici.

Un genere avventuroso molto popolare è la mwaw4space opera (in particolare quella mwaw8militare), a base di mwaxaastronavi e battaglie spaziali, che ha avuto un notevole influsso anche nella tv e nel cinema, da mwaxemwaxiStar Trek a mwaxmmwaxqGuerre stellari. Altre storie di forte presa sul pubblico sono quelle mwaxuapocalittiche o postapocalittiche, che descrivono in termini drammatici la mwaxyfine del mondo o della mwaxcciviltà.

Movimenti che hanno introdotto nuovi fermenti nel panorama fantascientifico sono stati prima la mwaxkNew Wave negli anni sessanta, poi il mwaxocyberpunk negli anni ottanta; quest'ultimo ha generato tutta una serie di sotto-filoni fino ai giorni nostri, e ad esso si affianca lo mwaxssteampunk. Le opere contemporanee di mwaxwfantapolitica, le mwax0utopie e le mwax4distopie vengono a loro volta fatte rientrare nel genere fantascientifico, come pure le mwax8ucronìe, dove le vicende sono ambientate in una immaginaria linea temporale del passato, una "storia alternativa".

Temi tipici

Vi sono alcuni temi particolarmente sfruttati nelle storie di fantascienza. Anzitutto lo mwayyspazio: la sua conquista, l'mwaycesplorazione e la sua mwaygcolonizzazione, il mwaykviaggio interstellare (in genere con mwayoastronavi mwayspiù veloci della luce) è stato per lungo tempo uno dei temi più popolari, ed in buona parte rimane tale. Lo spazio tuttavia può essere visto anche come un pericolo per l'umanità, un luogo ignoto e misterioso da cui possono prevenire terribili minacce, come un corpo celeste che minaccia la Terra o una mwaywinvasione aliena. L'esistenza di forme di vita e di intelligenze mway0extraterrestri (maligne o benigne), assieme alla possibilità di stabilire con esse un mway4primo contatto, sono soggetti ritenuti particolarmente affascinanti dagli autori e dai loro lettori, vista la mole di opere che vi sono state dedicate. Dalla fine degli mway8anni cinquanta, con la nascita dell'mwazaufologia, anche gli mwazeUFO sono un elemento molto presente nelle opere popolari. Dagli mwazianni sessanta lo sono anche le mwazmfacoltà paranormali e la mwazqparapsicologia.

Il mwazyviaggio nel tempo è un tema classico già a partire dalla fine dell'mwazcOttocento, con mwazgmwazkLa macchina del tempo di mwazoH. G. Wells. A propria volta, la teoria sull'esistenza di mwazsdimensioni parallele offre innumerevoli spunti narrativi per le più diverse trame. La possibilità ipotetica di creare mwazwvita artificiale, presente in miti e leggende e nel mwaz0mwaz4Frankenstein, mantiene intatto ed accresce il suo fascino grazie all'interesse sviluppato per l'mwaz8intelligenza artificiale e con la creazione di mwa0arobot, mwa0ecyborg e mwa0iandroidi ad imitazione dell'essere umano. Questo tema è spesso legato a quello della mwa0mribellione della macchina. Verso la fine del mwa0qNovecento, dopo la mwa0urivoluzione informatica, tra gli ambienti da esplorare si è aggiunta la mwa0yrealtà virtuale e in particolare il mwa0ccyberspazio. La mwa0gtrascendenza dalla condizione umana, così spesso trattata a livello filosofico e religioso, è divenuta a sua volta un tema fantascientifico, soprattutto in relazione alle modificazioni della mwa0kgenetica, come le mwa0omutazioni o la mwa0sclonazione, e alle mwa0wbiotecnologie in generale. Le ambientazioni in un futuro duramente colpito dai mwa00cambiamenti climatici rientrano nel filone del Climate Fiction.

Cinema di fantascienza

Benché il mwa1icinema di fantascienza venga spesso riconosciuto come genere autonomo solo a partire dagli mwa1manni cinquanta, l'elemento del mwa1qfantastico era ben presente fin dagli esordi della mwa1umwa1ysettima arte. Il neonato mwa1ccinema viene scoperto infatti come un mezzo che permette di portare sullo schermo non solo la realtà quotidiana, ma anche per visualizzare i sogni, le fantasie dell'essere umano, in modo da suscitare stupore e meraviglia nello spettatore. Tra i primissimi esempi mwa1gmwa1kViaggio nella Lunacite-ref-19[19] del mwa141902 di mwa18Georges Méliès, seguito a breve distanza da mwa2amwa2eViaggio attraverso l'impossibile; lo stesso Méliès è anche l'inventore dei primi mwa2ieffetti speciali.cite-ref-chiavini140-20-0[20]

Per circa mezzo secolo sarebbero quindi uscite una serie di opere che verranno definite solo a posteriori come fantascienza, ma sono più che altro appartenenti al mwa2ggenere avventuroso di ambientazione esotica, venato di fantastico e condito di dettagli mwa2kpseudoscientifici. Fanno eccezione poche pellicole, a cominciare dal celeberrimo mwa2omwa2sMetropolis (mwa2w1927), di mwa20Fritz Lang o mwa24mwa28La vita futura di mwa3aWilliam Cameron Menzies del mwa3e1936. Queste opere forniranno ispirazione per le produzioni successive, quali mwa3imwa3mAėlita (primo kolossal sovietico), mwa3qmwa3uKing Kong, mwa3ymwa3cFrankenstein, mwa3gmwa3kLa donna e il mostro, mwa3omwa3sLa maschera di Fu Manciu, mwa3wmwa30L'isola delle anime perdute, per citarne alcuni tra i più noti e suggestivi.cite-ref-chiavini10-21-0[21]

Il cinema di fantascienza ha esplorato una grande varietà di soggetti e temi, molti dei quali non potrebbero essere facilmente rappresentati in alcun altro genere. Questi film sono stati utilizzati, oltre che per intrattenere lo spettatore, per esplorare delicati temi sociali e politici. Attualmente le produzioni fantascientifiche puntano molto sull'azione e sono in prima linea riguardo all'uso degli effetti speciali. La platea si è abituata alla rappresentazione di realistiche mwa4mforme di vita aliene, spettacolari battaglie spaziali, armi ad energia, viaggi mwa4qpiù veloci della luce e paesaggi di mwa4ulontani mondi.

Note

cite-note-11. Inoltre la mwa4wradio, i mwa40giochi di ruolo. Nelle mwa44arti figurative è rappresentata soprattutto dall'mwa48illustrazione fantascientifica legata al mercato editoriale.
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Voci correlate
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Collegamenti esterni

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